Follow Up

Follow Up

La vita nel frattempo va avanti; mentre questo piccolo angolo del Web rimaneva ad accumulare muffa e polvere la vita è andata avanti, impedendomi di guardare alle persone lasciate, alle esperienze fatte e alle emozioni provate.

L’università, per dirla in breve, mi ha travolto e intrappolato in un ritmo talmente forsennato e caotico che non ho avuto il tempo per pensare a cosa è stato il passato o a come stavo bene con le persone di prima. Semplicemente lo step del rimpianto, della nostalgia e della paura per la novità è durato meno di un nanosecondo e mi sono trovato catapultato in un mondo nuovo, pieno di cose da fare e sempre impegnato.
Solo adesso, dopo ben 13 giorni di vacanza, sono riuscito a mettere ordine nella mia testa e a formare un giudizio su questo anno trascorso.

Dal punto di vista accademico non posso certo lamentarmi: andare in vacanza il 6 luglio andava oltre le mie più rosee aspettative. Purtroppo invece dal punto di vista relazionale è stato un anno molto strano: ho trovato delle persone che a prima vista mi erano sembrate simpatiche, interessanti e di mente aperta che invece si sono rivelate tutto il contrario e allo stesso tempo mi sono imbattuto in poche persone con cui ho costruito un rapporto bellissimo che spero possa continuare per tutto il percorso universitario.

Purtroppo, come mi avevano detto, l’ambiente universitario a Medicina non è esattamente rosa e fiori. All’inizio non avevo voluto crederci ma come al solito la Vita ha pensato di farmi riprendere e di farmi capire che spesso quello che ci sta intorno non è quello che ci aspettavamo: adesso, a mente fredda, mi rendo conto che le persone che inizialmente mi avevano dato una buona impressione si sono rivelate quelle da evitare con la maggiore cautela.
Mi spiego: lo spirito di competizione, di arrivismo, di perfezione e il costante tentativo di soverchiare il prossimo sono sostanzialmente valori fondanti della comunità universitaria di Medicina.

Ora sto sicuramente esagerando perché, come dicevo prima, ho trovato anche delle persone estremamente buone, gentili e disposte nei confronti degli altri con cui mi sto trovando molto bene.
Per riassumere credo che potrei suddividere i miei compagni di corso in tre grandi categorie:
- I “se posso schiacciarti il cranio è meglio”: composta dallo studente tipico di Medicina che per vivere deve dare prova della sua superiorità intellettuale almeno una volta al giorno
- I “normali”: composta da persone normali che sembrano in grado di instaurare normali interazioni sociali con il prossimo e che studiano il giusto
- Gli “espansivi”: li chiamo così perché gli appartenenti alla categoria, nel mio corso, sono appunto di questa risma; sono persone ultraespansive che conoscono tutte e 150 le persone che frequentano il corso  e prendono la vita con molta leggerezza: discoteca, feste tutte le sere ed esami preparati in due settimane (beati loro!).

Insomma… Non ho ben capito nemmeno io qual’è stato il senso di questo post, ma mi ha fatto piacere scriverlo =)

Stati d’animo

Stati d’animo

“Bisognerebbe avere idee chiare, freddezza, consapevolezza di sé, capacità di analisi, altro che sentimentalismi e debolezze…”

Devo ringraziare Jonuzza, una persona davvero speciale, perché con questa frase è riuscita a portare chiarezza dove io vedevo solo confusione e paura.
Grazie, di tutto.

Friends…

Friends…

Amico.
A volte mi illudo che questa parola possa significare davvero qualcosa.
Spesso mi rendo conto che la carica, l’energia e la voglia di stare insieme che investo in un rapporto sono proporzionali alla delusione che ne deriverà.
Vorrei davvero riuscire ad essere così: cinico, forte e insensibile.
Lo vorrei tanto perché ormai ho imparato a mie spese che quanto più cerco di costruire tanto più verrà distrutto.
Desidero tanto soffocare questi moti dell’animo che sadicamente mi tormentano.
Vorrei imparare a non fidarmi alla prima occhiata, ad essere diverso nell’approccio con gli altri dimostrando scaltrezza e astuzia.

Vorrei solo trovare persone sincere, che siano in grado di essermi amiche fino in fondo, o di non esserlo affatto.

 

Weltanschauung

Weltanschauung

Purtroppo, o per fortuna, incontro periodicamente delle persone che sono in grado di spezzare la mia corazza e che mi fanno sognare.
A volte vorrei restare solo, nel mio piccolo cantuccio, dove niente può più ferirmi, deludermi o lasciarmi senza fiato, bocchieggiante per il dolore.
Poi all’improvviso arriva sempre qualcuno, un’anima affine, che mi risolleva e riesce a farmi ridere e sognare ancora, come quando ero bambino.

Grazie.

What about the Future?

What about the Future?

“Deluso da me”. Questo era il titolo del post che volevo scrivere ieri: ero deluso, sconfitto ed estremamente amareggiato perché non ero riuscito ad entrare alla Cattolica. Mi sentivo una nullità. Non contava niente il fatto di aver ottenuto un ottimo piazzamento a fronte di 5000 iscritti al test… L’unico pensiero che riuscivo a formulare era il seguente: “Si, ok… Sono bravo, ma non abbastanza”

Mi stupisco ancora adesso di quanto un misero test possa cambiare la percezione che le proprie persone hanno di sé! Dopo aver passato tutta l’estate a ripetere che sì, mi stavo impegnando a studiare, pur essendo conscio che il test è un terno al lotto mi sono lasciato abbattere come una foglia spazzata via dal vento.

Oggi è tutto diverso: oggi so che il mio sogno si può avverare. Oggi sono fiero di me stesso e oggi mi sento una persona veramente realizzata; sento di non aver sprecato un’intera estate.
Ma soprattutto sono fiero di me, perché finalmente ho dimostrato a me stesso, con i fatti, quanto realmente valgo e quanto i miei sforzi e miei sacrifici abbiano pesato in questa lotta per il futuro.

Oggi posso andare a dormire sereno, sapendo di aver fatto tutto ciò che potevo.

Mercificazione

Mercificazione

Questa sera riflettevo su un fatto: il valore è percepibile. Senza ombra di dubbio chiunque è in grado di stabilire che un diamante vale più di un ciottolo di fiume.

Stimare un valore, in modo più o meno approssimativo, è dunque una cosa che ognuno di noi è in grado di fare.

La società invece pretende di misurare il valore e la misura deve essere quanto mai attendibile, sicura e oggettiva con una conseguente scarnificazione del valore iniziale che viene ridotto ad una pura valutazione, generalmente numerica o in funzione del denaro.

Infine un’ultima considerazione: tu, come singolo, vali. Hai un valore, come merce all’interno della società, vieni quotidianamente stimato e messo sul mercato.

Cavolo, fico!

Insoddisfatto

Insoddisfatto

Non so sinceramente da dove cominciare: avrei così tante cose da dire, così tante situazioni di cui sfogarmi che non so davvero dove mettere le mani.

Allora nel frattempo sto zitto e, in attesa di riordinare i pensieri, concludo dicendo che questo 2010 sta andando di merda.
Mi sento invaso da un generale senso di spossatezza, di tristezza e di malcontento: come se tutto quello che tento di portare a termine svanisse nel nulla per una semplice carenza di forze.

In aggiunta non si può certo dire che quest’estate stia procedendo nel migliore dei modi: l’ennesima delusione, seguita da una cocente fregatura e accompagnata da una sequela di lutti che mi stanno provando, uno più dell’altro.
Non credo di poter reggere ancora questo ritmo, è come se il tempo non desideri darmi tregua e, nella sua fervida sudditanza al Destino, mi stia ponendo di fronte un impedimento dopo l’altro, in modo da impedirmi un riposo mentale.

Veranda

Veranda

Adoro la pioggia, mi da una sensazione di purezza e di tranquillità che mi aiuta a staccare dalle preoccupazioni e dalle tensioni della vita quotidiana.

Quando vivrò per conto mio, se mai ci riuscirò, vorrei avere una casa in campagna, con una grande veranda: per poter sorseggiare il tè, mentre guardo la pioggia infrangersi al suolo; un cadere senza alcuno scopo, se non quello di favorire la vita, quello della pioggia…

Ascolterei la pioggia e assaporerei i profumi della campagna che si risveglia sotto il morbido tocco dell’acqua…

Disgustato da me…

Disgustato da me…

A volte provo una sensazione di disgusto verso me stesso. Capita quando intuisco che una persona non è felice della sua vita, non rende denso ogni giorno con esperienze sempre nuove e resta fossilizzata nella sua vita mediocre…

Mi dispiace e sono disgustato da me stesso quando non riesco ad aiutare queste persone, quando ho la netta sensazione che la mia presenza, che le mie parole non potrebbero cambiare niente.
Mi odio per essere arrivato troppo tardi, per essere troppo poco…

Essere cinico ed empatico allo stesso tempo… Non credo che sia possibile!