13° piano

Non si raggiunge con l'ascensore: è uno stato mentale.

Corpus

6 commenti

Stasera sono stato in palestra, non è una cosa nuova, improvvisa o subitanea.. Oramai è diventata un’abitudine, una felice conclusione ai miei pomeriggi di studio. Oggi però non è stato come tutti gli altri giorni, c’è stato un qualcosa che mi ha sprofondato in un abisso di mestizia e riflessività.
Pensavo a me stesso e attraverso di me a tutte le persone, siamo tutti fondamentalmente uguali: costituiti da un principio razionale -o sovrannaturale, per alcuni- e da uno scheletro fisico, una massa che trasciniamo in giro per questo mondo, lasciando tracce evanescenti.
Non c’è ragione per cui tra queste due componenti vi debba essere un rapporto dialettico: “Mens sana in corpore sano”, dicevano gli antichi.
Oggi invece assistiamo all’esatto contrario, al tentativo quotidiano di fratturare, dividere e lacerare questi due principi costitutivi: l’immagine è responsabile. Kundera aveva ragione a dire che -lentamente- il mondo diviene sempre più preda degli Imagologi, a scapito del sistema ideologico dogmatico…

E così, mi ritrovo io stesso preda di questo meccanismo perverso; imprigionato in un vortice di nonsense, preda dell’inganno consueto che mi abbandona tra le braccia di un’estetica sterile  e sempre più lontana dal vero essere.

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Autore: firen91

Amante del tempo ben speso; continuamente alla ricerca di un buon modo per spendere il mio tempo.

6 thoughts on “Corpus

  1. Io faccio parte della scuola di pensiero secondo cui “io non ho un corpo, io sono il mio corpo” e penso che prendersene cura equivalga a prendersi cura della mia totalità: neuroni e “anima” inclusi.

  2. Non posso che condividere la tua idea: corpo e “anima” sono più collegati di quanto possiamo immaginare: oggi discorsi sulla somatizzazione del dolore et similaria sono all’ordine del giorno.

    Ma allora perché il pensiero imperante è ancora quello estetico? Il corpo sembra essere l’unico lasciapassare per… Cosa? Fama, ricchezza, potere?!?! E a lungo andare ci ritroviamo sempre più indeboliti, nella mente, e di conseguenza anche nel corpo e spuntano fuori come funghi le nuove malattie psicosomatiche: anoressia e bulimia per citare solo le più conosciute.

    Sono convinto che su questo frangente si debba veramente tornare al passato o, forse, puntare al futuro rendendoci conto che oggi molte persone devono essere educate al loro corpo, perché non sanno come prendersene cura e dunque prendersi cura di loro stessi.
    Temo però che, finché non prenderemo una boccata d’aria da questa mercificazione di corpi questo sarà pressoché impossibile.
    Che ne pensi?

  3. Come hai già sottolineato c’è la tendenza a scindere la mente dal corpo e vedere in quest’ultimo un mezzo per esercitare un potere – soprattutto sessuale – su chi è nella posizione di poter far avanzare nella vita.
    Si pensa che ciò che accade al corpo, in fondo, non accada realmente a noi, e che una volta soddisfatti i nostri desideri ci sentiremo in pace con noi stessi.
    In realtà non abbiamo fatto altro che creare una frattura nella nostra unicità.

  4. Modificando il codice genetico?

    Ps Stai chiedendo un confronto che implicherebbe filosofia, religione e antropologia. Per iniziare.
    E poi non sarebbe bello trasformare il tuo neonato blog in una sorta di forum…

  5. Hai ragione, grazie mille del consiglio, a volte tendo a lanciare troppo la discussione ^^

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