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Non si raggiunge con l'ascensore: è uno stato mentale.

Dieci piccoli indiani – Agatha Christie

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In casa sono cresciuto con una moltitudine di libri gialli: i miei genitori, e soprattutto mio padre, ne sono assolutamente stregati. Io invece, fin da piccolo, li ho guardati con un occhio di malcelato disprezzo: non mi spiegavo la ragione per cui gli adulti volessero trascorrere il tempo libero a seguire le vicende delle vittime e dei loro carnefici.

Proprio ieri invece ho terminato la lettura di Dieci piccoli indiani, quello che molti ritengono il capolavoro di Agatha Christie. L’impulso primario a leggerlo mi è scaturito dal pensiero che, giunto ormai alla veneranda età di 21 anni, fosse giunto il momento di colmare questo vuoto per potermi fregiare del titolo di “Buon lettore”.

Ebbene, ne sono rimasto completamente stregato.

Dall’inizio alla fine del romanzo non vi è stato un singolo momento in cui non abbia desiderato di correre, voracemente, alla pagina successiva per sapere, per disvelare l’arcano celato in quelle pagine. Persino nell’iniziale descrizione dei personaggi, che pure sarebbe potuta risultare noiosa, ho apprezzato e gioito della logica ferma della scrittrice, come a volerci presentare le vittime con occhio accorto, proprio del killer.

Infine, ed è forse la cosa che mi ha colpito di più, vorrei fare un cenno all’enorme lavoro di analisi e di comprensione della psiche umana che si cela dietro la scrittura di un libro del genere. 
Per sua indole, e per la natura stessa dell’opera, credo che il lettore si ponga davanti al giallo con l’intento di comprendere chi sia l’assassino prima che il mistero venga risolto dalle pagine; ebbene, Agatha Christie sembra giocare con il lettore, dalla prima all’ultima pagina, proprio a questo gioco. 

Mano a mano che procedevo nella lettura e mi facevo una mia idea su chi potesse essere l’attore degli omicidi venivo smentito, pagina dopo pagina, e sempre più mi arrovellavo a cercare di comprendere il mistero.

E alla fine, quando il romanzo si chiude in modo così magistrale, quando ogni pezzo si incastra nel posto giusto e non vi è la benché minima sbavatura… Beh, a quel punto si sorride per l’essere stati giocati da una mente tanto magistrale ed eccelsa.

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Autore: firen91

Amante del tempo ben speso; continuamente alla ricerca di un buon modo per spendere il mio tempo.

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